Egitto al voto

 

VERSO LA DEMOCRAZIA

Egitto al voto: secondo giorno,

grande affluenza

Borsa alle stelle, donne e giovani alle urne per un nuovo governo.

La seconda giornata di voto nelle prime elezioni legislative in Egitto del dopo Mubarak è trascorsa senza violenze dopo le tensioni che si sono riaccese nel Paese, con la segnalazione di qualche piccola irregolarità che tuttavia non ha minato la tranquillità generale. Il consiglio militare ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’andamento regolare delle operazioni di voto e per l’affluenza record. La Borsa ha preso il volo chiudendo, dopo una breve sospensione per eccesso di rialzo, con un +5,5% e sono già cominciate a filtrare le prime indiscrezioni sul tasso di affluenza alle urne, che secondo alcune fonti potrebbe aggirarsi al livello record del 70%.
LARGO AI GIOVANI. Il premier incaricato Kamal el Ganzuri ha continuato il suo lavoro per la formazione del nuovo governo spiegando l’intenzione di nominare 32 ministri, introdurre nuovamente il ministero per le antichità e coinvolgere maggiormente i giovani offrendo loro posti ministeriali, in un chiaro tentativo di coinvolgere gli schieramenti pro rivoluzione che hanno osteggiato la sua nomina.
VOTI DA TUTTO IL MONDO. Una prima indicazione sul tasso di affluenza senza precedenti in un Paese che nell’epoca Mubarak segnava una partecipazione alle urne sul 30% è venuta dalla circoscrizione estera. Un milione e mezzo di egiziani ha espresso il proprio voto in un centinaio di rappresentanze diplomatiche sparse per il mondo e il tasso di partecipazione è stato del 60-70%. Partecipazione simile anche in uno dei nove governatorati dove si é votato lunedì 28  e martedì 29 novemnre.
TUTTA LA POPOLAZIONE COINVOLTA. Ad Assiut, nell’alto Egitto, l’affluenza è stata del 60%, come sottolineato dal segretario del governatorato, Yacoub Hassan mentre Al Cairo, «otto persone du 10 sono andate a votare con una percentuale che si aggira attorno all’80%», ha detto a Al Ahram online, il vicegovernatore della regione.
DONNE E GIOVANI PROTAGONISTI. Il capo del consiglio militare Hussein Tantawi, fortemente contestato dalla piazza nei giorni scorsi, ha manifestato la sua soddisfazione soprattutto per la consistente partecipazione di donne e giovani. Un’altro componente delle forze armate, il generale Ismail Osman, ha detto che Tantawi è rimasto colpito dalla pazienza con la quale gli elettori si sono messi in fila per aspettare il loro turno ed ha sollecitato le commissioni elettorali a vigilare con attenzione contro qualsiasi violazione.
PIAZZA TAHRIR NON SI SVUOTA. Dopo la chiusura delle urne in serata, è cominciato lo spoglio delle schede. Per il terzo di seggi attribuito col sistema uninominale, i risultati pare possano essere resi noti nella giornata di mercoledì 30 novembre o al più tardi giovedì 1 dicembre con  il turno di ballottaggio previsto tra una settimana. Per i voti di lista è necessario attendere la fine di tutta la tornata elettorale a metà gennaio. Anche se la prima giornata di voto si è chiusa con un bilancio positivo in termini di irregolarità e violenze, non si è placata la protesta in piazza Tahrir. I manifestanti sono rimasti a presidiare il luogo simbolo della protesta e in serata piccoli tafferugli sono esplosi quando gruppi di uomini armati di bastone hanno tentato di allontanare con la forza i venditori ambulanti che da giorni stazionano nella zona.

Via “Lettra 43”

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